Nel nostro precedente articolo (ecco il link) vi abbiamo raccontato di uno studio che ha dimostrato che le esperienze positive e negative che il ha hanno in effetto diretto sul suo stato di benessere.
Oggi vi raccontiamo di un altro studio che conferma questa cosa ma, questa volta, è stato fatto prendendo in considerazione non i metodi di addestramento ma le attività olfattive.


Si stima che l’olfatto di un cane sia circa 10.000 volte più potente del nostro. Gli odori sono per loro fondamentali per interagire con il mondo e interpretarne i segnali, tanto quanto la vista è per gli umani. Ma un nuovo studio dagli esperti di comportamento dei cani Charlotte Duranton e Alexandra Horowitz, lo studio che vi raccontiamo oggi, sottolinea che i cani nel mondo moderno, nonostante il loro spirito libero, non sono esattamente liberi di fare ciò che vogliono, quando vogliono. Sono, sostengono i ricercatori, in un certo senso “animali in cattività” e non possono sempre esercitare i loro istinti.
A seconda della razza, i cani potrebbero voler cacciare, correre, predare, scavare o altro, ma questi istinti spesso non sono socialmente accettati nel nostro ambiente e vengono impediti o addirittura repressi.
Alcuni proprietari invece si sforzano di dare al loro cane la possibilità di seguire i propri istinti, ma questo non è sempre possibile.
I ricercatori in questo studio hanno voluto verificare se esercitando un istinto fondamentale come quello dello sniffing e più in generale dando ai cani la possibilità di praticare attività olfattive in maniera continuativa potesse avere un impatto sullo stato emotivo e quindi di benessere di un cane.
Come nell’articolo precendente (il link è sempre qui) il test di bias cognitivo di riferimento è stato preparato in questo modo: hanno messo due ciotole, a una certa distanza l’una dall’altra e sempre nella stessa poi, e hanno insegnato ai cani che una ciotola conteneva sempre del cibo e che l’altra non lo conteneva mai. In un secondo momento è stata messa una nuova ciotola in una posizione intermedia (ambigua) e hanno misurarono il tempo impiegato dai diversi cani per avvicinarsi alla nuova posizione. I ricercatori hanno affermato che un approccio/avvicinamento più rapido significa avere un atteggiamento ottimistico (il cane pensa che ci possa essere cibo anche nella ciotola nuova).
Dopo questo primo test i cani sono stati suddivisi in due gruppi e ad ognuno è stato dato un lavoro da svolgere per due settimane: il primo gruppo “sperimentale” ha svolto attività olfattive, il secondo gruppo “di controllo” ha svolto attività di condotta sportiva.
Le attività olfattive stanno prendendo sempre più piede e permettono al cane di utilizzare un senso molto importante per loro e consistono nell’imparare a riconoscere e cercare in determinato odore nell’ambiente.
Al termine delle due settimane è stato di nuovo ripetuto il test di bias cognitivo.
Ebbene il gruppo di controllo che ha praticato la condotta ha ottenuto gli stessi tempi fatti nel primo test, il gruppo sperimentale che ha svolto attività olfattive, invece, e migliorato nei tempi di reazione.
I ricercatori, quindi, hanno dimostrato che le attività olfattive rendono i cani più ottimisti e propositivi nelle situazioni nuove quindi più veloci nell’andare verso una ciotola in una posizione ambigua.
Vuoi un consiglio? Tieni conto di queste informazioni quando fai le passeggiate con il tuo cane, permettigli di annusare ed esplorare l’ambiente e, perché no, pratica il Nosework Sportivo CSEN farà bene al vostro umore!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.